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3 Giugno 2026Gli infortuni più comuni nel calcio e come prevenirli
Il calcio in Italia è molto più di un semplice sport; è un fenomeno culturale e sociale radicato nel tempo. Introdotto in Italia alla fine del XIX secolo grazie agli inglesi e agli italiani che lavoravano o studiavano nel Regno Unito. Le prime società nacquero a Torino e Genova, e nel 1898 venne fondata la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC). Da allora, il calcio si è diffuso capillarmente, diventando lo sport più amato e praticato nel paese. Purtroppo, pur essendo un gioco, che appassiona milioni di italiani comporta a tutti i livelli un rischio notevole di infortuni in particolar modo agli arti inferiori.
Gli infortuni più comuni nel calcio riguardano soprattutto arti inferiori, articolazioni e muscoli, perché il gioco combina sprint, cambi di direzione, contrasti e salti.
Distorsione della caviglia
È tra gli infortuni più frequenti. Succede spesso dopo un contrasto o un appoggio sbagliato. Può coinvolgere i legamenti laterali della caviglia.
Lesioni muscolari
Colpiscono soprattutto:
- quadricipite;
- bicipite femorale;
- polpaccio;
- adduttori.
Le più comuni sono stiramenti e strappi muscolari:
- lesione del legamento crociato anteriore (LCA);
- infortunio grave del ginocchio, frequente nei cambi di direzione o negli atterraggi dopo un salto. Richiede spesso intervento chirurgico e lunghi tempi di recupero;
- problemi meniscali;
- i menischi del ginocchio possono lesionarsi per torsioni improvvise o traumi diretti;
- pubalgia;
- dolore cronico nella zona inguinale e pubica, tipico dei calciatori per sovraccarico e movimenti ripetuti di tiro e cambio direzione.
Tendinite / tendinopatie
Molto comuni:
- tendine rotuleo;
- tendine d’Achille.
Contusioni ed ematomi dovuti a contrasti, ginocchiate o colpi diretti.
Nel calcio, i contrasti fisici fanno parte del gioco e spesso possono provocare traumi di diversa entità. Dai colpi più lievi fino agli impatti più violenti, contusioni, ematomi e in alcuni casi fratture rappresentano infortuni da non sottovalutare, perché possono richiedere tempi di recupero anche lunghi e compromettere la continuità dell’attività sportiva.
Le fratture riguardano soprattutto:
- tibia;
- perone;
- clavicola;
- dita del piede.
Commozione cerebrale
La commozione cerebrale è un trauma cranico che può verificarsi in seguito a scontri testa contro testa, impatti violenti con il pallone oppure cadute a terra dopo un contrasto. Anche se non sempre provoca perdita di coscienza, si tratta di un infortunio da prendere molto seriamente perché coinvolge direttamente il cervello e può avere conseguenze importanti se sottovalutato.
I sintomi più comuni includono mal di testa, vertigini, nausea, confusione, difficoltà di concentrazione, sensibilità alla luce e senso di stordimento. In alcuni casi possono comparire anche disturbi della memoria o rallentamento dei riflessi. Per questo motivo, dopo un trauma cranico, è fondamentale sospendere immediatamente l’attività sportiva e sottoporsi a una valutazione medica accurata prima di tornare in campo.
Lesioni agli adduttori
Le lesioni agli adduttori sono tra gli infortuni muscolari più frequenti nel calcio, soprattutto per via dei continui cambi di direzione, degli scatti improvvisi e dei movimenti di calcio che richiedono aperture rapide della gamba. Questi muscoli, situati nella parte interna della coscia, sono infatti molto sollecitati durante tiri, cross, contrasti e allunghi.
Il problema può manifestarsi con una semplice contrattura oppure con uno stiramento più importante, accompagnato da dolore nella zona inguinale, rigidità e difficoltà nei movimenti. In alcuni casi il fastidio compare gradualmente, mentre in altri si avverte un dolore improvviso durante un gesto tecnico. Una preparazione atletica adeguata, associata a esercizi di stretching e potenziamento muscolare, è fondamentale per ridurre il rischio di questo tipo di infortunio.
Quali sono i fattori che aumentano il rischio di infortuni
Ci sono alcuni fattori che possono aumentare il rischio di infortuni:
- scarso riscaldamento;
- sovraccarico di allenamenti;
- recupero insufficiente;
- terreno di gioco duro o scivoloso;
- scarpe inadatte;
- squilibri muscolari.
Come prevenire il rischio di infortuni
È possibile prevenire gli infortuni con:
- prevenzione;
- riscaldamento corretto;
- potenziamento muscolare;
- esercizi propriocettivi;
- stretching dinamico;
- gestione dei carichi;
- recupero e sonno adeguati.
Quali sono i tutori ortopedici più diffusi nel calcio
I tutori ortopedici nel calcio vengono utilizzati principalmente per proteggere le articolazioni, prevenire ricadute dopo un infortunio o fornire stabilità durante la fase di riatletizzazione. Nel calcio moderno, l’uso di tutori rigidi è limitato dai regolamenti per motivi di sicurezza, favorendo supporti elastici o altamente tecnologici.
- Cavigliere sono i tutori più diffusi: sostengono i legamenti laterali contro le distorsioni senza bloccare la flessione del piede necessaria per calciare.
- Tutori per il ginocchio (ginocchiere): variano da semplici fasce elastiche (per compressione e propriocezione) a ginocchiere con stecche laterali flessibili per stabilizzare i legamenti (collaterali e crociati).
- Fasce per il tendine rotuleo: piccoli pressori posizionati sotto la rotula. Riducono il carico sul tendine, alleviando il dolore da tendinite (ginocchio del saltatore).
- Shorts compressivi (per pubalgia): pantaloncini tecnici che fasciano il bacino e l’inguine. Limitano i micromovimenti della sinfisi pubica e sostengono gli adduttori.
L’uso dei tutori in un campo di calcio
Il Regolamento FIFA e Sicurezza sul Terreno di Gioco regolamento del calcio stabilisce che l’equipaggiamento non deve essere pericoloso per sé o per gli altri giocatori.
Per questo motivo: No a parti metalliche o rigide esposte: Eventuali stecche devono essere rivestite da materiali morbidi (neoprene, gomma o schiuma poliuretanica).
Approvazione dell’arbitro: Prima della partita, l’arbitro deve ispezionare il tutore per verificare che non possa ferire gli avversari nei contrasti.
Quando usare i tutori e quando evitarli:
- nella fase di rientro: utili per dare sicurezza psicologica e supporto meccanico nelle prime settimane di ritorno in campo dopo una distorsione;
- per la propriocezione: la compressione del tutore aumenta la percezione dello spazio dell’articolazione, migliorando i riflessi muscolari protettivi;
- no all’uso cronico ingiustificato: l’uso prolungato e continuo del tutore può “pigrire” i muscoli stabilizzatori e i recettori nervosi, indebolendo l’articolazione nel lungo periodo.




